Ogni storia nasce impalpabile, liquida, aerea. Nasce nella fantasia, nuota in silenzio nel cuore, che la culla finché non arriva il momento giusto. Poi bussa pian piano per diventare finalmente concreta e tangibile.
Una storia da portarsi dietro, in testa o nello zaino, fatta di parole che girano, vanno, vengono, stanno in cielo, scendono a terra, risalgono, si muovono attorno, si posano sugli occhi degli altri, tornano indietro più ricche, diverse, cambiano ancora. Parole che aspettano il loro turno, si mettono in fila ordinate e fanno il loro mestiere: narrano e ci portano per mano in un mondo che somiglia al nostro ma non è esattamente il nostro, fatto di persone che sentiamo familiari e vicine ma che non conosciamo davvero. È quella la vera magia: eccoci proiettati in una realtà fantastica in cui possiamo muoverci, pensare, sperare, amare e trasformare un po’ noi stessi grazie ai personaggi che incontriamo. Così, grazie alle parole, pian piano ecco un inizio, poi un fatto, un momento, un volto, un incontro, un’assenza, un imprevisto. E la storia prende corpo e con lei il libro che la contiene. Libro fatto di carta da toccare, annusare, conservare, piegare, anche scrivere e sottolineare. Carta che si consuma e diventa simbolo di tanti passaggi e letture. Carta che testimonia il tempo che passa. Un po’ come le rughe sulla pelle.
Non solo.
Quella storia può anche diventare immagine grazie a un film. O suono grazie a una Playstory. Così acquista sfumature diverse e cambia di nuovo, arrivando dove non credevi possibile.
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